L’ultima testimone Garzanti (2020)

Cristina Gregorin

«Cercate Francesca perché solo lei conosce la verità.»
Sono le ultime parole di un uomo anziano che sta morendo. Una frase semplice, ma capace di stravolgere la routine che la donna si è costruita con difficoltà negli anni. Una routine in cui non c’è spazio per il passato. Ma troppe domande attendono da tempo una risposta e ora la costringono a tornare a Trieste. In quella città, quando era solo una ragazzina, ha assistito a qualcosa che ha cercato con tutte le forze di dimenticare. Qualcosa che ha a che fare con gli amici di sua nonna, i loro misteriosi contatti e un passato oscuro legato a vicende della seconda guerra mondiale: soldati di opposte fazioni, delazioni, vendette in una città sospesa tra frontiere contese e destini incerti. Uomini che hanno combattuto nella Resistenza, cercando di fermare il nemico, con qualunque nome o divisa si presentasse, e hanno insegnato a Francesca a non fidarsi di nessuno. Ma combattere fino in fondo per i propri ideali significa fare scelte che cambiano il futuro. Scelte che hanno un prezzo. Scelte che portano con sé segreti, per i quali non dovrebbero esserci testimoni. Ora tutto ricade su Francesca. Perché qualcuno l’ha chiamata a ricordare. Perché la storia più sembra lontana più è a un passo.

  • - Année de publication : 2020
  • - Pages : 0
  • - Éditeur :
  • - Langue : Italien

A propos de l'auteur :

Cristina Gregorin :

Cristina Gregorin è nata a Trieste ma vive a Venezia, dove per molti anni si è impegnata nella salvaguardia del patrimonio culturale collaborando con un’associazione di cittadinanza. La sua casa si estende sulle due sponde dell’Adriatico, ma qualche volta oltrepassa le Alpi fino alla Germania, dove ha conseguito un dottorato in Letteratura tedesca e ha vissuto per lunghi periodi. Di tanto in tanto le piace scappare nel Carso a potare le rose del suo giardino.

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  • Menthaleau
    22 février 2021

    Quelques paroles prononcées au seuil de la mort qui servent de point de départ à la reconstruction d'une page sombre et peu commentée de l'Italie d'après-guerre. Quand l'humain est au centre des événements l'Histoire devient notre histoire. Une finesse narrative qui "étouffe" jusqu'au moment du dénouement final ; le lecteur perd sa qualité de témoin extérieur pour devenir un protagoniste à part entière car les sentiments et les émotions deviennent universels. Le récit dénoue non seulement une histoire familiale mais met également en exergue la violence de la guerre et ses conséquences sur l'homme.